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Oltre il Cliche: Il "Giura" 3.0 di Ambra Angiolini e la trappola (scampata) della nostalgia passiva
https://www.youtube.com/watch?v=0Z355oOH04Y&t=3s Nel marketing e nella pubblicità, l'effetto nostalgia è ormai un cliché abusato. La formula standard prevede il recupero di un'icona del passato, un'operazione di copia e incolla di un vecchio tormentone e l'attesa che la generazione dei Millennial risponda allo stimolo emotivo. Molto spesso, il risultato è un'operazione nostalgica un po' polverosa e artificiale. Poi arriva Dietorelle (marchio del gruppo Sperlari) che per il su

hey0601
3 giuTempo di lettura: 3 min


Oltre il Cliche: Il "Ta-dum" di Netflix non è quello che pensi (e ha rischiato di essere il verso di una capra)
Ci sono suoni capaci di condizionarci come il riflesso di Pavlov. Senti quel doppio colpo sordo, l'accordo che si dissolve, e il tuo cervello sa esattamente cosa sta per succedere: ti stai rilassando, stai per guardare una serie tv, la serata ha inizio. Il "Ta-dum" di Netflix è uno dei loghi sonori più potenti e riconoscibili della storia della cultura pop. Attorno a questo millisecondo di audio è fiorito un cliché narrativo, una leggenda metropolitana alimentata per anni dai

hey0601
3 giuTempo di lettura: 3 min


Oltre il Cliche: Perché Adidas ha messo Chalamet, Bad Bunny e Messi nello stesso campetto di periferia
https://www.youtube.com/watch?v=BhiM3HtY8Ac Nel manuale del perfetto spot per i Mondiali di calcio, il cliché è sacro: prendi i giocatori più costosi del pianeta, inseriscili in uno stadio iper-tecnologico con effetti speciali digitali, aggiungi una colonna sonora epica e mostra quanto sono divini e irraggiungibili. Poi arriva Adidas per la Coppa del Mondo 2026 e decide di far saltare il banco con una produzione che sta letteralmente monopolizzando le conversazioni sui social

hey0601
23 magTempo di lettura: 3 min


Oltre il Cliche: Perché lo spot della Francia per i Mondiali 2026 è un capolavoro di anti-retorica sportiva
Quando una nazionale di calcio deve presentare la lista dei convocati per un Mondiale, il cliché della comunicazione viaggia sempre sui soliti binari: musica epica, rallentamenti drammatici, sguardi fieri, fango, sudore e un'atmosfera da "battaglia finale". Poi arriva la federazione francese (FFF) che, insieme all'agenzia Bulle, decide di prendere tutti questi cliché, accartocciarli e buttarli nel cestino. Per i Mondiali 2026, Mbappé e compagni sono diventati i protagonisti d

hey0601
23 magTempo di lettura: 3 min
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